Cosa succede quando si paragona il proprio amore a quello di qualcun altro: perché le relazioni degli altri sembrano perfette

Sfogliate il vostro feed e vedete che la vostra amica e suo marito sono già nel loro terzo paese esotico quest’anno, e il vostro collega riceve ogni giorno messaggi premurosi dalla moglie.

Dentro di voi nasce un dubbio: perché da noi non è così, riferisce il corrispondente di .

Questo confronto è una trappola in cui quasi tutti cadono, dimenticando che stanno confrontando la nuda realtà della loro relazione con una vetrina accuratamente selezionata di quella di qualcun altro. Gli psicologi attribuiscono questo fenomeno a una distorsione cognitiva chiamata “illusione di trasparenza”.

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Ci sembra di vedere il quadro completo delle relazioni altrui, anche se in realtà vediamo solo la facciata che ci viene concessa: vacanze, riconciliazioni, colpi di fortuna. Non vediamo i litigi quotidiani, le offese silenziose, i compromessi e la noia che esistono in ogni coppia, anche la più armoniosa.

Gli esperti di psicologia sociale avvertono: l’abitudine al confronto è distruttiva perché non è finalizzata al miglioramento della relazione, ma all’evasione fantastica in un mondo presumibilmente ideale. Smettete di apprezzare l’unicità della vostra relazione, il suo ritmo speciale e la sua storia, cercando di comprimerla negli standard di qualcun altro, che potrebbero non essere affatto adatti a voi.

L’esperienza personale di coloro che sono riusciti a rompere questa abitudine ha a che fare con una semplice constatazione: non saprete mai cosa succede davvero dietro le porte chiuse. Quella coppia seduta mano nella mano in un caffè potrebbe aver appena avuto un enorme scandalo.

E quella che tace in auto potrebbe godersi un comodo silenzio dopo vent’anni di matrimonio. Trarre conclusioni da un’immagine è autolesionista.

È particolarmente tossico paragonare l’inizio della propria relazione con la metà di quella di qualcun altro o viceversa. La passione dei primi anni non equivale alla profondità e alla serenità di un decennio insieme.

Si guardano le diverse fasi come se si stesse paragonando un alberello a una possente quercia, chiedendosi perché il proprio germoglio non abbia ancora prodotto un’ombra così fitta. Per spezzare questo circolo vizioso, è necessario riorientare consapevolmente l’attenzione.

Invece di chiedervi “perché loro hanno di meglio?”, ponetevi la domanda “cosa c’è di prezioso nella nostra relazione, nello specifico?”. Iniziate a notare e a ringraziare per i piccoli momenti che costituiscono il tessuto del vostro amore: l’abitudine di lui di lasciare la luce accesa in corridoio se siete in ritardo, la capacità di lei di preparare il vostro caffè preferito.

Quando si smette di guardarsi intorno, si inizia a vedere ciò che si ha davanti. E spesso si scopre che la vostra realtà “non ideale”, con i suoi problemi e le sue gioie, è molto più ricca e reale dell’amore, anche della più bella favola degli altri. E la vostra storia d’amore unica merita di essere vissuta, non giudicata in base agli standard altrui.

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