La fitta tenda di foglie sotto cui si nascondono i grappoli sembra essere il punto di riferimento della salute e dell’esuberanza della vita.
In realtà, è un bel sabotaggio al proprio raccolto, riferisce il corrispondente di .
La foglia è certamente una fabbrica di nutrimento, ma quando ombreggia il grappolo, gli toglie la cosa più importante di tutte: la luce del sole necessaria per l’accumulo di zuccheri e la bella colorazione degli acini. La procedura di inseguimento e schiarimento della zona di fruttificazione non è una barbarie, ma una precisione chirurgica. 2-3 settimane prima della maturazione prevista della varietà, si rimuove con cura una parte delle foglie intorno a ciascun grappolo, soprattutto quelle che crescono più in basso e guardano all’interno del cespuglio.
Aprendo il grappolo al sole e al vento, non solo si migliora il sapore, ma si creano anche condizioni sfavorevoli alle malattie fungine che amano il buio stagnante e umido. Il calendario lunare suggerisce che tali lavori volti a migliorare la qualità della frutta dovrebbero logicamente essere eseguiti in luna calante, nei segni di Fuoco (Ariete, Leone, Sagittario) o di Aria (Gemelli, Bilancia, Acquario).
Si ritiene che in questo periodo i succhi non si muovano così attivamente e che la pianta possa tollerare più facilmente l’interferenza, dirigendo le proprie energie verso la maturazione piuttosto che verso il ripristino della massa verde. È importante non esagerare ed esporre i grappoli al culmine della calura estiva, altrimenti gli acini potrebbero bruciarsi.
Il lavoro viene eseguito in modo selettivo, tenendo conto delle previsioni. L’ideale è che dopo il diradamento il grappolo sia immerso in una luce diretta diffusa e non bruciante, per la quale a volte è sufficiente rimuovere solo 3-5 foglie vecchie intorno.
Allo stesso tempo, accorciate le cime dei germogli fruttiferi per bloccarne la crescita sfrenata e reindirizzare il flusso di sostanze nutritive dalle cime direttamente nei grappoli. Questa doppia tattica – ravvivare e cacciare – funziona perfettamente, trasformando le bacche acide e pallide in bacche ricche, saporite e zuccherine.
Questa tecnica richiede coraggio e la comprensione del fatto che la vera bellezza di un cespuglio di vite non sta nel tripudio di fogliame, ma nei grappoli pesanti, trasparenti al sole e pieni di dolcezza. Facendo della luce il vostro alleato, vi trasformate da semplici osservatori in artisti che dipingono un quadro del raccolto con luci e ombre.
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