Volevate viaggiare ma avete dei figli.
Sognavi una carriera da artista, ma hai scelto la contabilità, secondo un corrispondente di .
E ora, vedendo il vostro partner che guarda una soap opera invece di un corso di spagnolo, provate non solo irritazione, ma anche una sorda rabbia. Spesso la rabbia non è verso di lui, ma verso se stessi: per la vita non realizzata, per la vita rimandata, che è così comodo proiettare su chi ci sta accanto.
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Gli psicologi spiegano questo fenomeno come un meccanismo di difesa. È molto più doloroso riconoscere le proprie opportunità mancate e la paura del cambiamento che arrabbiarsi con il partner per la sua passività.
Inconsciamente sperate che lui viva la vita più brillante per voi, e quando non lo fa, la vostra delusione in voi stessi ricade su di lui con doppia forza.
Gli esperti nel campo della crescita personale consigliano di tracciare una linea chiara: dove finiscono le mie ambizioni insoddisfatte e dove iniziano le sue azioni reali?
Chiedetevi: cosa mi impedisce di iscrivermi a quei corsi o di organizzare un viaggio? Spesso la risposta non sta nel partner, ma nella nostra stessa paura, pigrizia o insicurezza.L’esperienza personale di chi è riuscito a risolvere queste proiezioni descrive un’esperienza liberatoria. Quando si smette di aspettare che il partner realizzi i propri sogni e si inizia a muoversi verso di essi, almeno a piccoli passi, l’irritazione scompare magicamente.
Lo si vede come una persona a sé stante con un proprio percorso, non come uno strumento per realizzare le proprie fantasie.
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