La fame è la peggiore consigliera non solo in amore, ma anche al supermercato, dove ogni confezione dai colori sgargianti e ogni etichetta promozionale si trasforma in un’ossessione.
Gli studi di economia comportamentale lo confermano da tempo: una persona a stomaco vuoto acquista in media il 20-30% in più di cibo, privilegiando i prodotti ipercalorici e pronti al consumo, riporta .
Il cervello affamato, preoccupato di trovare energia rapida, spegne la pianificazione razionale, facendo sì che il carrello si riempia in modo caotico ed eccessivo. Questo fenomeno è spiegato dalla semplice biologia: bassi livelli di glucosio nel sangue riducono la forza di volontà e la capacità di ritardare la ricompensa.
In questo stato, diventa non solo difficile, ma fisiologicamente più difficile rifiutare un cestino di croissant alla cassa o un pacchetto di patatine in sconto. Non si sta lottando contro la tentazione, ma contro un antico istinto di sopravvivenza che urla “prendi le calorie finché sono disponibili!”.
È interessante notare che la sazietà modifica non solo la quantità ma anche la qualità degli acquisti. Lo stomaco pieno permette di passare con calma davanti agli scaffali con gli snack, prestando più attenzione agli alimenti di base, integrali: verdure, cereali, carne.
Fare una lista della spesa in anticipo, preferibilmente dopo pranzo, e seguirla non è da nerd, ma una tecnica di sicurezza per il portafoglio e il girovita che ripaga al primo viaggio. Un’altra trappola non ovvia è quella di acquistare spuntini “sani” di scorta.
Quando si è sazi, ci si riempie ottimisticamente di barrette proteiche, pane di riso e biscotti dietetici, immaginando di mangiarli pezzo per pezzo. Quando la sera si ha fame, si scopre di aver mangiato metà della scorta in una sola volta, perché questi alimenti, anche se etichettati come salutari, innescano comunque il meccanismo del “una volta che hai iniziato, devi finire”.
La strategia migliore è quella di non comprare nulla che non si voglia mangiare subito in grandi quantità. L’esperimento era brutalmente semplice: recarsi una volta alla settimana nello stesso supermercato, alternando fame e stomaco pieno.
La differenza nell’assegno è stata impressionante: nei giorni di “fame” abbiamo speso quasi il 40% in più, e metà di ciò che abbiamo comprato è stato poi cestinato perché non era più rilevante. Ora mangio una mela o una manciata di noci prima di andare a fare la spesa: questo piccolo gesto rituale mi fa risparmiare migliaia di euro all’anno.
Consulenti finanziari e nutrizionisti concordano su una cosa: la spesa settimanale è una sessione strategica, non un’avventura spontanea. Bisogna affrontarla con le migliori risorse possibili e la sazietà è una risorsa fondamentale.
La sazietà è una risorsa fondamentale: vi trasforma da acquirenti incalliti in strateghi a sangue freddo che controllano sia il vostro budget che la composizione del vostro piatto. Fare la spesa a stomaco pieno è un atto di rispetto verso se stessi, il proprio tempo e il proprio denaro.
Interrompe il ciclo degli acquisti d’impulso e dei conseguenti rimorsi, restituendovi un senso di controllo. Si smette di essere vittime delle trovate del marketing e si diventa artefici della propria dieta e, di conseguenza, del proprio benessere.
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