Perché abbiamo bisogno di cicli stagionali nell’alimentazione: perché la stessa dieta in inverno e in estate non funziona

Viviamo in un’epoca di globalizzazione in cui fragole e avocado sono disponibili in qualsiasi momento dell’anno, creando l’illusione che al nostro corpo non interessi cosa mangiare a gennaio e cosa a luglio.

Tuttavia, i nostri ritmi biologici, sintonizzati sull’alternarsi delle stagioni, sono ancora in attesa di spunti dal mondo esterno sotto forma di temperatura, lunghezza della luce del giorno e, soprattutto, disponibilità di determinati alimenti, riporta .

Ignorare questi cicli è come cercare di dormire in piena luce: in un certo senso ci si riesce, ma la qualità del riposo ne risente. In inverno, quando le ore di luce sono poche e le temperature si abbassano, l’organismo richiede istintivamente più alimenti riscaldanti e ad alta densità energetica: ortaggi a radice, zucche, cereali, stufati, pesce grasso, zuppe calde.

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Non si tratta di un semplice capriccio, ma del tentativo di mantenere la temperatura corporea e di sopperire alla carenza di vitamina D, la cui produzione è pari a zero. Le insalate estive in questo periodo possono lasciare una sensazione di freddo e di insoddisfazione, anche se si è sazi.

Con il caldo estivo si riduce il fabbisogno di calorie per la termoregolazione, ma aumenta il bisogno di acqua e di cibi leggeri che non sovraccarichino la digestione. Verdure succose, erbe, bacche e zuppe fredde sono le scelte ideali per rinfrescarsi e reintegrare i micronutrienti persi con il sudore.

I piatti pesanti a base di carne e i prodotti da forno in questo periodo causano spesso letargia e pesantezza perché il corpo spende troppe risorse per digerirli a scapito dell’adattamento alla temperatura elevata. I nostri antenati, che non avevano accesso a tutti gli alimenti per tutto l’anno, mangiavano intuitivamente in base alla stagione, e la scienza nutrizionale moderna trova un significato profondo in questo.

I frutti e le bacche dell’autunno sono ricchi di vitamina C per preparare il sistema immunitario all’inverno, le verdure della primavera contengono sostanze che aiutano a disintossicarsi dopo un inverno di cibi più pesanti. Seguire questo calendario naturale è un modo per armonizzare i processi interni con l’ambiente esterno.

Il mio amore per le insalate tutto l’anno si è trasformato in un costante congelamento invernale e in una sensazione di malessere, finché non ho iniziato ad aggiungere alla mia dieta più verdure al forno, brodi e porridge.

In estate, invece, il corpo stesso rifiutava il porridge caldo, chiedendo più verdure e frutta. Non si trattava di una pianificazione dietetica, ma di seguire una richiesta ovvia.

Gli esperti di Ayurveda e Medicina Tradizionale Cinese hanno sempre costruito le loro raccomandazioni in base alle stagioni, e ora questo approccio si sta insinuando anche nella medicina tradizionale. mainstream-dietetica. Non si tratta di regole rigide, ma di uno spostamento flessibile dell’accento: più piatti caldi nella stagione fredda, più freschi e succosi nella stagione calda.

Non si tratta di una dieta, ma di una danza con la natura, che si conduce ascoltando il ritmo del proprio corpo. Mangiare stagionale significa rinunciare all’abuso di sé a favore di regole astratte e tornare a uno stile di vita naturale e ciclico.

Insegna la flessibilità e la consapevolezza, ricordandoci che siamo parte di un insieme più grande e che il nostro benessere dipende dall’armonia con i ritmi del mondo che ci circonda. Mangiare di stagione significa parlare la stessa lingua con il proprio corpo.

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