Sgridate il vostro gatto perché ha strappato la carta da parati e mezz’ora dopo vi strofina le gambe come se nulla fosse.
È facile concludere che non si preoccupi delle vostre regole e che abbia dimenticato tutto, riporta .
Ma la realtà è molto più interessante: i gatti ricordano perfettamente sia l’incidente che la vostra reazione, ma la loro strategia sociale è fondamentalmente diversa da quella degli esseri umani o persino dei cani. I gatti hanno una memoria episodica molto sviluppata, soprattutto per le cose direttamente legate alla loro sopravvivenza e al loro benessere.
Ricordano il punto in cui si trova la ciotola e il suono dell’apertura del frigorifero. Ma i loro cervelli non sono predisposti per il lungo scorrere dei conflitti sociali, perché in natura un rancore persistente non ha alcun senso evolutivo.
Il loro comportamento dopo un “litigio” non è il perdono, ma un riavvio razionale della relazione. Strusciarsi contro le zampe, fare le fusa in silenzio: è un tentativo di ripristinare il legame spezzato, di marcare l’animale con un odore familiare e di confermare che fate parte del suo territorio sicuro, nonostante il temporaneo litigio.
Le ricerche dimostrano che le associazioni negative si formano in modo molto forte nei gatti, ma sono legate al contesto. Se gridate a un gatto in camera da letto, potrebbe evitare quella stanza per molto tempo, ma non voi personalmente se continuate a comunicare pacificamente in salotto.
L’esperta di comportamento felino Sarah Ellis osserva che i gatti sono bravissimi a leggere le nostre emozioni. La loro “riconciliazione” è spesso in risposta ai cambiamenti della nostra voce e della nostra postura.
Vedono che la minaccia è passata e avviano un rituale per ristabilire la pace, che l’umano scambia per scuse. Il gatto ha evitato il trasportino per tre giorni dopo una spiacevole procedura dal veterinario, ricordando chiaramente lo stress ad essa associato.
Ma non ha mostrato alcuna animosità nei confronti dell’autore che lo ha portato in clinica, dimostrando una sorprendente capacità di separare lo strumento dall’attore.
Questo non vuol dire che i gatti non si preoccupino. Trattamenti bruschi, stress costante formano una sfiducia duratura nei confronti di una particolare persona o ambiente.
Ma non metteranno il “broncio” per rappresaglia, la loro reazione sarà più pratica: cercheranno semplicemente di evitare la fonte di pericolo, rendendo parallela la vita nello stesso spazio. La comprensione di questi meccanismi toglie al proprietario il peso di aspettative futili.
Il vostro compito non è quello di implorare il perdono, ma di creare associazioni positive che superino l’esperienza negativa. Accarezzare il cane e dargli delle leccornie dopo avergli tagliato gli artigli funziona meglio che cercare di spiegargli la necessità della procedura.
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