Quando il giornale pulisce i vetri meglio di un panno in microfibra: il paradosso dell’inchiostro e dei brillantini

Finestre perfettamente pulite e prive di striature sembrano un ideale irraggiungibile per il quale acquistiamo costosi spruzzatori e arsenali di stracci.

Nel frattempo, la generazione delle nostre nonne conosceva un segreto al cento per cento, che oggi appare come una stranezza eccentrica, riferisce il corrispondente di .

Si tratta dei buoni vecchi giornali arrotolati in una palla stretta. La tintura della carta, la cui composizione storicamente inclusi gli oli minerali e la fuliggine, funziona come un delicato lucidatore.

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Rimuove le più piccole particelle di sporco e grasso dal vetro, senza lasciare pelucchi, inevitabili anche con la microfibra della migliore qualità. Dopo il giornale, il vetro risplende di una lucentezza completamente diversa e profonda.

La tecnica è semplice: prima si lava il vetro con acqua normale e una piccola quantità di detersivo per piatti o aceto, usando una spugna o una spazzola morbida. Poi si stropiccia un foglio di giornale asciutto in più strati e si lucida a secco l’intera superficie con movimenti circolari.

Naturalmente vi sporcherete le mani, ma il risultato ne vale la pena. Non sono rimaste striature e la lucentezza è durata molto più a lungo rispetto alle salviette da negozio.

La carta di giornale assorbe perfettamente l’umidità senza graffiare la superficie. I giornali moderni, tuttavia, sono stampati con inchiostri diversi, ma l’effetto è comunque notevole grazie alle proprietà abrasive della carta stessa.

Questo metodo non è solo nostalgia, ma un’opzione praticabile ed economica che trasforma un lavoro noioso in un processo quasi alchemico con un risultato di sicura bellezza.

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